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Categoria: Libri Pascal Editrice

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A casa di Emily (3)     La sapienza delle cose (3)     L'anima diffusa (20)     Le notti (16)    
Giorni /persone e storie (19)     Rivista - Il Chiasso Largo (13)     Celeste e rosa (3)     Popoli, chiese e castelli (4)    
Nova Humanitas (1)     Intermezzi (2)     I Colonnini (1)     La voce narrante (3)    
Banda Larga (3)     Gli Stivali del Gatto (1)    

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Il Chiasso Largo - Numero 4   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Rivista - Il Chiasso Largo


Autore : Pascal Editrice

Prezzo : € 5,00
Ordina ora prosso 365 Bookmark.it
Descrizione : Noi, ragazzi degli anni ‘50 Quelli nati, come il sottoscritto, nei primi anni cinquanta del secolo passato hanno avuto un singolare destino. Sono entrati nell’età della ragione mentre l’Italia viveva un momento magico, il boom economico. E anche nel mondo sembrava che le cose non andassero poi tanto male: la seconda guerra mondiale era finita l’altro ieri, i buoni avevano sconfitto i cattivi, il colonialismo declinava, c’era la guerra fredda ma cominciava la “distensione”. Il Vietnam ancora non sapevamo dove fosse. A scuola si assegnavano i temi sul “progresso”. L’umanità non aveva ancora preso coscienza dei prezzi che l’indiscriminato saccheggio delle risorse naturali avrebbe comportato. Il buco nell’ozono ancora non c’era, o almeno non ce ne eravamo accorti. Da noi la Fiat 600, la televisione, i frigoriferi e le vendite a rate cominciavano a persuadere un popolo tradizionalmente povero di avere finalmente, e pacificamente, conquistato il “posto al sole”. Quando un bimbo entra nell’età della ragione e comincia a prendere coscienza della realtà che lo circonda, è fatalmente portato a credere che il mondo sia così, come lo vede in quel momento, e basta; che così, naturalmente, devono andare le cose. Quindi noi, bambini degli anni cinquanta, innocentemente credemmo che i presidenti degli Stati Uniti non potessero che essere tutti come John Kennedy, i papi come papa Giovanni; che fosse normale avere politici della levatura di Nenni, Moro, Saragat, La Malfa, Togliatti… Nessuno ci avvertì che invece stavamo vivendo un momento eccezionale, che come tutte le cose straordinarie sarebbe durato poco. Il fatto è che, forse, anche i nostri padri, che avevano attraversato le tragedie della guerra, si illudevano che fosse cominciata “l’età dell’oro” o, semplicemente, che la sfiga fosse finita. A noi parve del tutto normale che nel panorama letterario campeggiassero, tutti insieme, Gadda, Pasolini, Fenoglio, Moravia, Pratolini, Buzzati, Ginzburg, Testori, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Raboni, Caproni, Luzi; che si stampassero riviste come “Officina”, “Nuovi Argomenti”, “Belfagor”. Quando mettemmo da parte “Cuore” e “I Ragazzi della via Pal” e cominciammo a leggiucchiare, magari di nascosto, qualcosa più “da grandi”, quelli trovammo. Analogamente demmo per scontato che il cinema fosse popolato da signori come De Sica, Rossellini, Antonioni, Visconti, De Santis, Comencini, Risi, Vancini, Zurlini, Pontecorvo, Zeffirelli, Monicelli, Germi, Rosi, e ci parve ovvio che essi avessero a disposizione attori come Gassman, Tognazzi, Manfredi, Mastroianni, Anna Magnani, Totò, Peppino, Fabrizi… alcuni dei quali ci prendemmo persino il lusso di giudicare attori “di cassetta”. Naturalmente era anche cosa di tutti i giorni che in teatro operassero Strehler, Eduardo De Filippo, la compagnia dei “Giovani”, Squarzina, Scaparro… E nella musica? Sbocciava in quegli anni la “scuola di Genova”, la stagione dei grandi cantautori. Il che ci convinse che le canzoni non potessero che essere quelle di Paoli, De André, Guccini, Ciampi, Bindi, Tenco, Lauzi, Martino, Endrigo, che insomma fosse la cosa più semplice di questo mondo comporre “Il cielo in una stanza”, “La canzone di Marinella” o “Auschwitz”. Quando proprio si voleva volare basso e andare sul commerciale “da sartine”, ti ritrovavi in compagnia di gente come Modugno, Celentano, Di Capri…(!) Un periodo di straordinario vigore ideale, di intenso fermento culturale e artistico. Breve. Che presto, troppo presto, imparammo a rimpiangere. No, signori: non venite a raccontarmi la storia che quando si invecchia nasce fatalmente la nostalgia del passato, che è naturale che ognuno guardi all’epoca della propria gioventù come all’eden perduto… Non diciamo fregnacce. Sfido chiunque a trovare in periodi precedenti o successivi della storia d’Italia del ventesimo secolo (mettendoci dentro, in omaggio, anche questo quasi primo decennio del ventunesimo) una fase caratterizzata da una proposta culturale quantitativamente ricca e qualitativamente alta, da una spinta innovativa, da una genialità creativa come quella che abbiamo vissuto dalla fine della guerra fino al termine dei favolosi anni sessanta. E non ho parlato di pittura, di architettura, del design… Quelli furono anni formidabili, non la stagione dei Capanna e degli Scalzone. Anzi a me viene da pensare che una delle origini storiche del ’68 (che quest’anno compie mezzo secolo e tanti auguri) stia proprio nella delusione patita da una generazione che aveva ingenuamente creduto nei miti dei “due Giovanni”, degli “americani buoni”, del progresso tecnologico al servizio dell’umanità e non, invece, del profitto di una parte infinitesimale di essa che sfrutta la rimanente. Ma lasciamo perdere il ’68, illusioni e delusioni; rimane indubitabile che per noi, che ci affacciammo alla consapevolezza in quell’epoca così rigogliosa di talenti, suggestioni e idee, questo che viviamo è il tempo delle povertà: abbiamo voluto rinunciare alle ideologie, ma abbiamo perso anche gli ideali. Pure le semplici idee scarseggiano. L’impulso originale della nostra creatività, nella letteratura come nel cinema, tende a uniformarsi a modelli, schemi e canoni d’oltreoceano che, di regola, quando ci raggiungono sono già logori. I modelli che emergono dai media sono stereotipi conformi alle logiche e alle esigenze del consumo: nella televisione e sui giornali presto la spazio pubblicitario supererà da solo quello complessivamente dedicato a spettacolo, informazione, intrattenimento e sport… La presenza dell’intellettuale nelle televisioni è ormai tassativamente legata all’esibizione dell’ultimo libro, ultimo film, ultimo cd, prodotto dal medesimo. Circa sessant’anni fa, Pierpaolo Pasolini aveva previsto tutto questo. Non lo capimmo, non lo ascoltammo. È il destino dei grilli parlanti; dei rivelatori di verità scomode. Il Paese che ci sta intorno, con città sepolte dalla spazzatura, una criminalità organizzata divenuta industria, la violenza endemica, una classe politica inefficiente, spesso corrotta, è il risultato dell’indifferenza che abitualmente lascia cadere nel nulla ogni richiamo ai valori. I ragazzi degli anni ’50, che insieme a Kennedy sognarono la nuova frontiera, vivono con disagio, smarrimento tutto questo. Ma quei ragazzi, che da decenni non sono più tali, che cominciano ad avere i capelli grigi, che hanno vissuto un mondo diverso, hanno il dovere di ricordare, di trasmettere, di rappresentare. Quando io avevo sedici anni ascoltavo De Andrè e Guccini, non Rabbagliati, come aveva fatto mio padre a quell’età. Per i sedicenni di oggi, invece, De Andrè è un mito e vanno in massa ai concerti di Guccini. Quando io avevo sedici anni non leggevo Pitigrilli o Guido Da Verona, leggevo “Il giovane Holden” o “Lessico familiare”, che però vengono letti anche dai sedicenni di oggi. Ecco, si potrebbe cominciare da questo. Da quel poderoso patrimonio di valori condivisi che i creativi, trasgressivi, libertari primi anni sessanta riuscirono a costruire e che, dopo aver attraversato i decenni, sono vivi ancora oggi.
Questo libro è stato aggiunto : Ago 06, 2008
Punti: 1189
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Il Chiasso Largo - Numero 5   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Rivista - Il Chiasso Largo


Autore : Pascal Editrice

Prezzo : € 5,00
Ordina ora prosso 365 Bookmark.it
Descrizione : In questo numero:

L’amico che insegnava la memoria

Lo scorso 21 marzo, quasi all’improvviso, ci ha lasciato Aurelio Ciacci. Amico discreto, ma assiduo e prezioso della nostra casa editrice, di questa rivista. Qui non vogliamo parlare del valoroso partigiano, dirigente di partito, parlamentare. Lo fece benissimo da sé nel suo libro, “Viale Curtatone”, che un po’ estorcemmo alla sua ritrosia, alla sua sobrietà: “Non mi va di scrivere delle memorie. C’è sempre grande ipocrisia nei libri autobiografici”, diceva. Così ci mettemmo d’accordo per un libro intervista, una sorta di dialogo su cinquant’anni di vita politica; al termine del quale, comunque, volle precisare: “Tutto quello che ho detto è vero, ma non tutto il vero ho potuto dire”. Non era mai accomodante. Aveva il vizio della verità, e della memoria. E, giunto ormai in vista degli ottanta anni, - al tempo in cui scrivevamo - non era disposto a separare le due cose. Non era un uomo semplice, Aurelio. I suoi ultimi anni sono stati sereni, ma dominati da una riflessione costante e indagatrice sul senso delle esperienze accumulate. Apparteneva a quella generazione di comunisti che della fede politica avevano fatto una religione; per i quali non era mai esistita distinzione tra vita privata e impegno politico; serenamente convinti del ruolo benefico esercitato dal Pci nella società italiana. Comunisti militanti che, pure, dovettero assistere al crollo prima del mito e poi della stessa entità dell'URSS; alla trasformazione del proprio partito-casa; alle sue divisioni. Ma a differenza di tanti altri militanti - anche molto più giovani - Aurelio non visse passivamente i cambiamenti: non fu mai uno di quelli che “si adeguano”. Ciacci il cambiamento lo visse innanzitutto dentro di sé, con buon anticipo sui tempi storici, e nel partito ne fu interprete e ispiratore. Della sua lezione politica ci resta il gusto per il confronto, la curiosità di indagare, capire l’altro. Un istinto innato per l’analisi, la caparbietà con la quale costantemente tendeva alla sintesi unitaria, anche dopo aver colpito l’interlocutore con le pungenti frecce dell’ironia; o mentre subiva a sua volta l’ironia dell’avversario. L’ironia era la sua arma preferita, amava usarla ed era sempre prontissimo ad accettarla; e questo è parte della lezione umana che ci ha lasciato. Insieme all’uso della modestia, l’esercizio della ragione, l’orgoglio della memoria. Oggi viviamo giorni difficili e confusi, in cui qualcuno vorrebbe riscrivere i libri di storia, altri dedicare vie a chi fiancheggiò l’Olocausto. Il tutto sull’altare di un’ambigua pulsione pacificatoria. E allora tornano alla mente parole semplici e chiare, come quelle scritte da Aurelio, tre anni fa: “Io credo nella necessità di una pacificazione… Ma pacificare non vuol dire dimenticare che, in quella guerra, ci furono aggressori e aggrediti, persecutori e perseguitati, sterminatori e sterminati. Ci può essere pacificazione, ma senza dimenticare che ci furono ragioni e torti”. Ancora grazie, Aurelio.
Questo libro è stato aggiunto : Ago 06, 2008
Punti: 1131
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Cento di questi ambulatori   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Giorni /persone e storie


Autore : Rocco Del Prete

Prezzo : € 14,00
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Descrizione : Cento di questi ambulatori, che sarebbe come dire cento di questi pazienti, spesso in verità molto impazienti; cento di queste corse notturne al capezzale di chi soffre o, come a volte accade, suppone di soffrire, ma in realtà sta assai meglio del povero medico che ha dovuto abbandonare il letto caldo per precipitarsi da lui…; cento di queste ricette, analisi, prescrizioni richieste, invocate, pretese oltre ogni lecita giustificazione dal bravo dottore che per mantenersi nel solco della professionalità (e dell’onestà) non esita anche a perdere preziosi mutuati. Cento? No, centinaia, migliaia, decine di migliaia… Tante sono le esperienze, peripezie ma anche soddisfazioni, che in venticinque anni di medicina generale il dottor Rocco Del Prete ha vissuto in prima persona. In questo libro, scorrevole e divertente, ce ne fornisce un succoso condensato, ritraendo la tipologia dei suoi assistiti con disincantato realismo ma sempre anche con affettuosa, a volte dolente, umana partecipazione.

ISBN:  978-88-7626-041-4

Pagine:  205

Dimensioni:  14,5x21


Questo libro è stato aggiunto : Ago 27, 2008
Punti: 1761
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UFO: Luci e ombre sul caso Faralli   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Giorni /persone e storie


Autore : Marco Bianchini

Prezzo : € 12,00
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Descrizione : Una notte di fine estate del 1978, in un piccolo paese della campagna senese, all’improvviso un’auto con a bordo il barbiere del luogo si arresta bruscamente e ogni impianto elettrico della zona va in black-out. Davanti all’uomo appare un’astronave luminosa da cui escono due piccoli esseri verdi, con casco e tuta spaziale, che lo osservano girando attorno alla Fiat e quindi, così come sono apparsi, velocemente risalgono a bordo e l’oggetto decolla, sparendo nel cielo stellato e lasciando sul terreno tre grosse macchie scure di bruciato. Ha inizio così un’avventura che coinvolge la gente del posto, militari, agenti della NASA, l’Agenzia Atomica Europea, medici, giornalisti, ufologi e tanti curiosi. Copione di un film di fantascienza o fatto realmente accaduto? Marco Bianchini, con un’accurata inchiesta giornalistica, ricostruisce cosa accadde quella sera e nei giorni successivi, cercando di dissipare i molti punti oscuri che da trent’anni aleggiano attorno al caso di Torrita di Siena, uno dei più importanti dell’intero panorama ufologico italiano.

ISBN:  978-88-7626-052-0

Pagine:  120

Dimensioni:  17x25


Questo libro è stato aggiunto : Ott 09, 2008
Punti: 1094  Classifica (dettagli):  
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PERSONE E PERSONAGGI DEL TEATRO DI CASOLE   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Giorni /persone e storie


Autore : Giuseppe Ciani

Prezzo : € 14,00
Ordina ora prosso 365 Bookmark.it
Descrizione : La compagnia del “Teatro Bargagli” di Casole d’Elsa, interamente costituita da appassionati dilettanti, ha debuttato nel giugno 2004 e ormai da cinque anni porta avanti un’esperienza teatrale originale e innovativa, accolta con calore dal pubblico della provincia di Siena, sostenuta dal favore della critica e dall’attenzione dei media. In questo libro Giuseppe Ciani, regista, autore dei testi rappresentati e animatore del gruppo, delinea brevemente la storia e il significato, innanzitutto umano, di questa “avventura”; commentando anche i testi del repertorio della Compagnia del “Bargagli”, che vengono integralmente riprodotti.

ISBN: 978-88-7626-054-4

Pagine:  95

Dimensioni: 17x25 


Questo libro è stato aggiunto : Nov 20, 2008
Punti: 967
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IL FIORE SELVATICO   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / L'anima diffusa


Autore : Luca Santilli

Prezzo : € 14,00
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Descrizione : La costruzione lirica di Luca Santilli possiede una qualità che è alla base della forza espressiva di tanta poesia moderna: la naturalezza. Essa esprime sentimenti naturali, l’amore innanzitutto, nei cui meandri emotivi il poeta va a scavare, soffermandosi sulla felicità, il dolore, la forza che un sentimento profondo può causare. Molto presente è la passione civile: contro ogni forma di violenza. Quella dichiarata e palese rappresentata dalla guerra, quella più subdola dell’inconsapevole autodistruzione che l’uomo compie logorando le risorse naturali di cui dispone. Ovunque emerge, prepotente e sensibile, l’amore di Luca Santilli per l’umanità, per ogni suo simile, percepito come unicum facente parte di quel tutto universale che accomuna ogni umano ai fiori, al mare, alle stelle.

ISBN:  978-88-7626-055-2

Pagine:  60

Dimensioni:  15x21


Questo libro è stato aggiunto : Nov 20, 2008
Punti: 1119
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L’OMO SPORTIVO   Molto popolare

Categoria : Libri Pascal Editrice / Giorni /persone e storie


Autore : Surgezzio Galli

Prezzo : € 10,00
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Descrizione : Con sapida ma sempre affettuosa ironia, l’autore passa in rassegna storia, aneddoti, tic e manie dell’agonismo sportivo senese di ieri e di oggi, collezionando immagini, osservazioni e ricordi che nel corso dei suoi ottantasei anni di “senesità” ha avuto occasione di accumulare ed elaborare. Illustre radiologo in pensione, ma in servizio effettivo permanente come poeta e scrittore, Sergio Galluzzi – che per questa pubblicazione abbandona il suo storico pseudonimo di Surgezio Galli – utilizza il vernacolo senese con sapienza e maestria, restituendoci tutta la freschezza e l’incisività di una lingua antichissima e pura. Così questo “L’Omo sportivo, ieri e oggi” ci si presenta come un piccolo scrigno colmo di preziosi: luci, voci, visioni autentiche e piene di colore della Siena di ieri, di oggi: di sempre.

ISBN:  978-88-7626-056-0

Pagine:  135

Dimensioni:  15x21


Questo libro è stato aggiunto : Nov 20, 2008
Punti: 999
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